Primo stop alla maxi moschea: ora a Sesto il vento è cambiato

A Sesto San Giovanni soffia un vento nuovo. Dopo la storica caduta della sinistra alle recenti elezioni comunali, il centrodestra ha deciso di partire in quarta rispettando l'impegno preso con i propri elettori. E così è arrivato il primo "stop" formale alla costruzione di una maxi moschea nel cuore della ex Stalingrando d'Italia.L'amministrazione guidata dal "forzista" Roberto Di Stefano ha "preso atto di una serie di inadempimenti da parte del Centro culturale islamico" di via Luini "rispetto agli impegni previsti nelle convenzioni del 2013 e del 2015". Si tratta di "mancanze gravi che hanno spinto l'intera giunta a dare mandato agli uffici competenti di intraprendere le opportune azioni per le contestazioni di rito e la successiva risoluzione della convenzione", ha sostenuto Di Stefano che in campagna elettorale aveva promesso di bloccare il progetto di realizzare la moschea.Alla comunità islamica il Comune contesta "il mancato pagamento" di 320mila euro: 20mila euro a saldo del diritto di superficie, 250mila euro quale contributo per le opere aggiuntive e 50mila euro per la monetizzazione dei parcheggi. Non solo. Il centro culturale non ha nemmeno completato la procedura di avvenuta bonifica né, tantomeno, avviato la fase di realizzazione della struttura il cui inizio lavori, in base al cronoprogramma, sarebbe dovuto partire a settembre dell'anno scorso.La delibera di oggi fa seguito al provvedimento già approvato nei giorni scorsi con cui veniva comunicata al Centro islamico la decadenza dal titolo abilitativo alla costruzione della moschea. "Abbiamo effettuato un importantissimo passaggio di un percorso – aggiunge il sindaco Di Stefano – che porterà alla definitiva archiviazione del progetto di costruzione della più grande moschea del Nord Italia. Un impegno preso con i sestesi che intendo portare definitivamente a termine nei primi cento giorni di governo della città". "Con il primo formale atto amministrativo di revoca del permesso edilizio – aggiunge l'assessore all'Urbanistica, Antonio Lamiranda – viene, di fatto, fermata la costruzione dell'opera. L'atto di indirizzo adottato dalla giunta, a fronte delle gravi violazioni di legge e contrattuali riscontrate, porterà inevitabilmente alla definitiva risoluzione della convenzione stipulata per la realizzazione della moschea".

Fonte: http://www.ilgiornale.it

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