L’Italia si ribella all’accoglienza: 5.500 Comuni chiudono le porte ai migranti

Nei mesi scorsi erano pochi i Comuni che avevano il coraggio di ribellarsi ai diktat del Viminale. Si trattava di Giunte in prevalenza di centrodestra che, già alle prese coi conti ridotti all'osso, non avevano la forza di accogliere decine di migranti. Adesso l'opposizione all'accoglienza a oltranza a contagiato primi cittadini di ogni colore politico. Tanto che, come rileva la Stampa, su 8mila Comuni ben 5.500 hanno deciso di chiudere le porte ai richiedenti asilo. Ma, anziché frenare l'invasione, il governo sta smistando tutti gli arrivi sui 2.500 che hanno aderito al piano del Viminale col risultato che la quota di ripartizione è salita a tre profughi ogni mille abitanti.Dall'inizio dell'anno a ieri sulle coste italiane sono sbarcati 93.292 migranti, il 16,79% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (79.877). Ad aggiornare il dato è il ministero dell'Interno, secondo cui i porti maggiormente interessati dagli arrivi nel periodo in questione sono, nell'ordine, Augusta (13.097), Catania (11.204), Pozzallo (8.264), Reggio Calabria (7.106), Vibo Valentia (5.804), Palermo (5.786), Trapani (5.591), Lampedusa (5.288), Salerno (5.065), Crotone (4.887). Da qui, poi, il Viminale sta cercando di sparpagliare i richiedenti asilo in tutta Italia. Ma, come rileva appunto la Stampa, sugli 8mila Comuni italiani 5.500 non hanno aderito al piano di accoglienza. "Per gli altri 2500 la quota di ripartizione è salita da 2,5 a 3 extracomunitari per ogni mille abitanti – si legge – ma poiché è su questi 2.500 centri che gravita l'emergenza, la tensione è alle stelle perché i numeri superano il confine della quota fissata".Dopo Civitavecchia, le barricate si sono spostate nel Messinese. E adesso stanno contagiando tutto il Paese. "Le Prefetture devono rivolgersi per primi ai Comuni che non accolgono. E non a quelli che già sopportano un carico", ha detto ieri, in una intervista a Repubblica, il presidente dell'Anci Antonio Decaro. "Trovo incredibile che chiediamo all'Europa, giustamente, di dividere in tutti i paesi dell'Unione gli arrivi e noi, però, non lo facciamo – attacca il sindaco di Bari – eppure le esperienze di Bari, Bologna, Milano dimostrano che è possibile". In realtà proprio quelle esperienze e i recenti fatti di cronaca dimostrano che questo sistema non funziona affatto.

Fonte: http://www.ilgiornale.it

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