Grillo: Nessun passo indietro dal M5s. Ed è pronto a lanciare il suo premier

Roma – L'asino vola e il gatto parla, fa battute, come Behemoth, il personaggio più divertente de Il Maestro e Margherita. Quel che resta di un'altra giornata politica è l'assalto di Beppe Grillo al Giornale, un nuovo tentativo di contenere le troppe fughe di notizie che da mesi sembrano rendere più incerta la linea del Movimento. Così il comico genovese twitta, scrive sul blog, smentisce passi indietro, chiama a raccolta il popolo pentastellato che riparte con la raffica d'insulti all'indirizzo di chi scrive cose sgradite. Obiettivo: creare un nemico per distogliere l'attenzione da alcune novità che i vertici del movimento intendono presentare all'adunata Italia a Cinque Stelle, a Rimini dal 22 al 24 settembre. Da qui partirà la rivoluzione d'ottobre e andrà avanti fino alle prossime elezioni politiche. «Italia a Cinque Stelle sarà il luogo in cui annunceremo i risultati della votazione online che avrà decretato il candidato premier ed è qui che il nostro candidato farà il suo primo discorso ufficiale: sarà un momento storico». Per scrivere la storia Grillo e Davide Casaleggio stanno già lavorando. Candidati e votazioni online sono gli argomenti più discussi tra i vertici Cinque Stelle. Lo confermano anche ieri, dall'interno di un Movimento dove (per propria ammissione) «uno vale uno» e quindi ognuno ha il diritto di esprimere quel che pensa, soprattutto se è iscritto al blog ed è «certificato», partecipa alle discussioni della piattaforma Rousseau e incontra periodicamente Grillo e Casaleggio. E ieri, dopo la sfuriata del garante, il grillino «certificato» vuole precisare: «Davide Casaleggio sta cercando di creare una selezione per evitare l'assalto all'arma bianca al blog. Non vuole far passare tutto da Rousseau. Si vorrebbe evitare che tutti scrivano sul blog al solo scopo di convogliare voti». La differenza? «Siccome il Movimento è molto appetibile si stanno discutendo nuovi metodi di partecipazione, anche utilizzando Rousseau». Anche sull'ipotesi che Grillo dopo le elezioni si faccia da parte, le cose non cambiano: «Il passo di lato di Beppe parte dall'idea che lui non è un politico e ha contribuito con Gianroberto a creare il Movimento, appena il Movimento avrà una sua identità completa lui dirà io non servo più, non sono e non sarò mai un politico di professione». Forse quel giorno anche gli asini inizieranno a volare.

Fonte: http://www.ilgiornale.it

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