Grillini sempre più manettari: ci vogliono tutti spie

Roma – Se il reddito di cittadinanza per adesso è solo un progetto di dubbia realizzabilità a causa dei costi elevati, per il Movimento 5 Stelle c'è un altro modo di suscitare l'interesse elettorale: il «reddito di delazione». L'inclinazione manettara dei grillini, infatti, torna alla carica visto che uno dei loro pochi cavalli di battaglia in grado di potersi trasformare in legge ha ripreso a marciare dopo un lunghissimo letargo. Si tratta del progetto di legge sul whistleblowing (letteralmente «soffiare nel fischietto»), ossia sulla segnalazione anonima di illeciti.Ieri il blog beppegrillo.it, organo ufficiale del movimento, ha ospitato un intervento del giurista Daniele Piva nel quale oltre a ribadire l'importanza del provvedimento (che, pur essendo stato interamente rimaneggiato dal Pd, prende il nome di pdl Businarolo dall'onorevole pentastellata che l'ha presentata) ha sottolineato l'importanza «di attribuire un premio al soggetto segnalante, in modo che si senta più incoraggiato se ha notizie di questi fatti, a portarli in evidenza delle autorità». Il whistleblowing, già previsto per i pubblici dipendenti dalla legge Severino, è stato reso più stringente da una convenzione Onu e da una direttiva europea che ne pretendono l'estensione al settore privato. Il testo approvato dalla Camera a gennaio 2016 ha languito per oltre un anno e mezzo a Palazzo Madama, ma ora il dibattito in commissione Affari costituzionali si è riavviato.Di qui l'intervento del blog. La proposta di remunerare con un premio i «delatori», infatti, era stata espunta a Montecitorio per volere del presidente della commissione Giustizia, Donatella Ferranti (Pd). Ora, però, i grillini hanno ripreso vigore e hanno presentato un emendamento con il quale si reintroduce il compenso pari a una cifra compresa tra il 5 e il 15% delle somme recuperate conseguentemente all'accertamento del danno erariale. Discorso diverso, invece, quello riguardante la tutela dei denuncianti salvo calunnie. Alcune proposte di modifica prevedono, infatti, l'istituzione di un fondo per il ristoro di coloro che dovessero subire discriminazioni o addirittura licenziamenti a causa delle loro segnalazioni (l'anonimato vale solo fino all'eventuale fase dibattimentale).Considerato l'ingorgo al Senato sarà difficile che il pdl possa andare in Aula in tempi brevi. La sua uscita dal «letargo» è, però, un indizio del clima che si respira in Parlamento: le componenti di sinistra della maggioranza cercano di andare al traino del giustizialismo pentastellato. Pronti a tutto pur di conservare la poltrona nella prossima legislatura, i parlamentari potrebbero avallare perfino il reddito di delazione.

Fonte: http://www.ilgiornale.it

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