Diario di una prigionia

Can Dundar guarda la Turchia dalla sua cella. Ne descrive le trasformazioni naturali e imposte, le speranze evaporate e l’impegno politico, racconta la sottocultura plasmata dal regime di Erdogan e le paranoie tipiche di un autoritarismo. E alla fine, quasi da spettatore privilegiato (lo scrive lui stesso, ringraziando il governo che lo ha arrestato di avergli regalato tempo a sufficienza per fermarsi a pensare e capire), tira fuori un diario che sfocia nel romanzo. SE SI LEGGESSE Arrestati (Nutrimenti, pp. … Continua

L’articolo Diario di una prigionia è stato pubblicato su il manifesto.

Fonte: Il Manifesto

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